La tua ULSS cambia nome In seguito alla riorganizzazione della
sanità in Veneto, dal 1 gennaio 2017
ULSS12, ULSS13 e ULSS14 si uniscono nella nuova ULSS 3 Serenissima
I cookie ci aiutano a migliorare la vostra esperienza di navigazione. Continuando ad utilizzare il sito internet fornite il vostro consenso al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Accetto Info
> TESTIMONIANZA: C.V. RACCONTA LA SUA STORIA
C’è ancora l’AIDS o è scomparso, come tante altre malattie?
In Italia ogni giorno 11 persone scoprono di essere sieropositive e quasi due muoiono di AIDS.
Si stima che nel mondo ogni giorno 8.800 nuove persone scoprono di essere sieropositive e 3.300 muoiono. Persone di tutte le età, soprattutto giovani e bambini!
Eppure se prestiamo attenzione a quanto ne parlano TV e giornali, il silenzio è totale.
L’argomento non é più di moda e é come se questa malattia non esistesse più.
La vera notizia è che l’AIDS non fa più notizia!!
Non fa più notizia forse perché la malattia si è modificata grazie alle moderne terapie e chi oggi ne è affetto, nel mondo occidentale, può vivere più a lungo e dignitosamente. Vero!
Non fa più notizia forse perché non viene più immediatamente abbinata all’idea di una morte rapida…ma tutto ciò sta alimentando la convinzione che non sia più necessario stare attenti e che soprattutto a livello sessuale non sia necessario proteggersi.
Il silenzio però non elimina il problema.
Il silenzio alimenta invece i comportamenti rischiosi e i numerosi nuovi contagi di tutte le malattie a trasmissione sessuale.
E’ quindi fondamentale non abbassare la guardia.
E non essere complici del silenzio.

Ecco perché, l’Azienda ULSS 13, attraverso il SEPS (Settore Educazione Promozione della Salute) è presente in tutti gli Istituti Scolastici Secondari di secondo grado di Dolo e Mirano con una serie di iniziative rivolte agli studenti e agli insegnanti, sia di educazione alla salute in tutte le classi 3°, sia di sensibilizzazione nella giornata del 1° dicembre, dedicata alla lotta all’AIDS, con la testimonianza di C.V.
 
C.V. RACCONTA LA SUA STORIA
 
Si tratta della testimonianza vissuta in prima persona di un uomo licenziato per la sua malattia nel 1996, in un periodo in cui il virus dell’HIV era il simbolo della paura.
C. racconta come all’inizio la notizia del contagio l’abbia distrutto e come la disperazione lo avesse colpito, consumandolo giornalmente. Poi, nel 1996 in seguito al licenziamento immotivato, la svolta. C. capisce che è ora di lottare contro la paura, l’ignoranza, contro i pregiudizi sociali che più di tutto danneggiano un sieropositivo.
Intenta così la prima causa in Italia per il licenziamento immotivato legato all’AIDS.
Racconta di come la sua malattia abbia rilevato i falsi amici e di come fu importante l’esperienza di conoscere delle persone colpite dalla stessa piaga con cui condividere e imparare a superare le avversità.
Durante gli incontri i ragazzi ascoltano con grande partecipazione e coinvolgimento la storia di un uomo nuovo che, pur consapevole del suo stato, non si abbatte e lavora per far conoscere e capire la sua malattia, senza tragedie ma anzi riuscendo a raccontarla addirittura un po’ di ironia.
 
iceberg.jpg

“L’infezione da HIV è molto più diffusa di quanto si immagini e quello che conosciamo è paragonabile alla punta di un iceberg. Pensare di risolvere il problema affrontando solo la punta di un iceberg vuol dire dimenticarsi che esiste un enorme sommerso di infezioni soprattutto fra le persone eterosessuali e in particolare le donne, che non viene alla luce in quanto le persone non si sentono a rischio e non si sottopongono al test HIV."

RICORDA: IL TEST HIV E’ ANONIMO E GRATUITO. IL TEST E’ UN SEGNO DI RISPETTO PER TE E PER GLI ALTRI.  (C.V.)
 
monte.jpg

“L’AIDS era il mio Everest. Se volevo vivere dovevo scalarlo, ma a mani nude  e con le scarpe da ginnastica. Impossibile! Come tanti aspettai ai piedi dell’Everest che l’AIDS facesse il suo corso, ma ora sono ancora qui e l’Everest l’ho scalato a mani nude e con le scarpe da ginnastica. Come? Cambiai il mio modo di pensare e tra le migliaia di passi fatti, feci il primo decisivo fondamentale. Tutti abbiamo dei piccoli o grandi Everest nella vita, ma i limiti sono solo e sempre nella nostra mente”. (C. V.)
 
bambina.jpg
Solo chi non conosce il dolore può ridere di chi soffre. (Jim Morrison)
 
cv1.jpg cv2.jpg


 
Ultimo aggiornamento: 15-12-2016
Condividi questa pagina:
 
Ricerca nel sito
ulss3